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La Seconda (quasi Prima) Infinita Repubblica

di Daniele Di Biasi

Come Volevasi Dimostrare. I nostri “amati” politici hanno intravisto lo spiraglio del cambiamento con l’imminente arrivo della Terza Repubblica e che cosa hanno fatto? Sono tornati di corsa tra le braccia della Seconda (quasi Prima) Repubblica impauriti e piagnucolanti di fronte ad un cambiamento necessario che (quasi) nessuno auspica. Ironia della sorte (o forse no) che gli attori principali della tragedia politica siano proprio Giorgio Napolitano e Stefano Rodotà così come lo furono nel lontano 3 giugno 1992 (ventuno anni fa). Allora si doveva eleggere il presidente della Camera e Rodotà fu scalzato all’ultimo da Napolitano che gli “soffiò” il posto. In quell’occasione fu Occhetto a gridare allo scandalo, lasciando tutte le cariche per protesta e accusando il partito di essersi accordato segretamente con la DC (vi ricorda qualcosa tutto ciò?!). Anche Rodotà si fece sentire lasciando stizzito, con una lettera d’addio, un partito troppo manovratore per i suoi gusti. Talmente forte fu la delusione che meditò di lasciare la Leggi il resto di questa voce

La sinistra è morta

InBarchiamoci prima della fine

di Filippo Giannetti

“Chissà quanti settantenni staranno sghignazzando e pensando:  -Finalmente ce l’abbiamo fatta…- e anche lo stesso Andreotti.

La Dc ha sbaragliato il nemico rosso.

Democrazia_Cristiana_attualeDopo il buonista Prodi, dopo l’ottimista Veltroni, dopo il metaforista Bersani finalmente la sinistra è morta.

Eh sì sembrava impossibile, ma finalmente gli italiani se vogliono votare a sinistra devono obbligatoriamente farsi tutto il passo del Frejus.

Mentre qui da noi non ne è rimasto più niente.

A meno che non si voglia votare uno dei quei movimenti unicellulari dovuti alla lenta disgregazione della materia sinistrorsa.

Eh sì, il profeta Guzzanti aveva previsto anche questo nella irrivirente parodia di Bertinotti: “In una notte d’estate alle Bahamas, dove ero andato ad aiutare certi operai in difficoltà…….mi sono trovato improvvisamente attaccato da un nugolo di zanzare … e allora ho capito … oggi il grande animale non  fa più paura a nessuno … il leone della savana è dietro le sbarre … di cosa abbiamo paura oggi? dei virus, micro-organismi che non riusciamo neanche a vedere … allora noi dobbiamo cominciare a scinderci sempre di più e creare migliaia di microscopici partiti comunisti, indistinguibili l’uno dall’altro, che cambiano continuamente nome e forma…”.  Leggi il resto di questa voce

Bersani e i salvatori della patria

Problema di paternità: figli non riconoscenti e mai riconosciuti

di Filippo Giannetti

Un’inversione moderna della parabola del “figliol prodigo”. Il protagonista è uno scapestrato padre che si è preso tutta l’eredità ed è scappato dilapidando tutto. Ma ora, che è di nuovo a casa e si trova davanti ai propri figli, chiede loro di tornare ad una vita serena, fatta di collaborazione e convivenza pacifica sotto lo stesso tetto. Ma in questa trasposizione

 dei nostri giorni, i figli non hanno affatto intenzione di perdonare.

E’ un duro colpo per il nostro paese vedere un leader politico candidato alla presidenza del consiglio dover ricevere da due signor nessuno della politica un NO così secco e liberatorio.

E’ un duro colpo perché a ben vedere le cose che i due schieramenti vorrebbero fare hanno molto più di qualche misero punto in comune. Leggi il resto di questa voce

Mi ami? Ma quanto mi ami?

di Daniele Di Biasi

(da spuntopolitico.blogspot.it 27 Marzo 2013)

Si sono appena concluse le consultazioni tra Bersani e M5S. L’idea generale è che siano in atto le stesse dinamiche di un rapporto conflittuale a tre. Lui (il PDL) è il rivale in amore dell’altro (il M5S) e la lei pentita (PD), accorgendosi che l’amore per il primo fidanzato è stata solo un’avventura passionale (pur anche mooolto lunga), cerca di trovare un partner con cui costruirsi un futuro, una casa, una famiglia felice. Il M5S è visibilmente attratto dal PD, ma si sa, la donna è mobile ed egli non si fida del romantico corteggiamento. Leggi il resto di questa voce

Il signor B e i suoi signori elettori

di Daniele Di Biasi

(da spuntopolitico.blogspot.it 23 Marzo 2013)

silvio_berlusconi_da_giovane_400

Nei convulsi giorni post-elettorali (per fortuna non troppo post-apocalittici ) ero sbalordito da quello che veniva percepito da cittadini e dai media sia italiani che esteri; Il sig B aveva stravinto così come il Sig G ed il suo movimento. Ora, se nel secondo caso abbiamo un “partito” (speriamo che non mi scomunichi per questo appellativo!) che passa da 0 a 8.689.458 voti (per il parlamento), nel primo caso abbiamo un Partito (qui si può usare la “P” maiuscola!) che passa da 13.629.464 a 7.332.972 voti (ben 6.296.492 di voti in meno sempre per il parlamento). Leggi il resto di questa voce

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