Benvenuti nella Terza Repubblica

di Daniele Di Biasi

Questa mattina si procederà al terzo giorno di votazione del prossimo Presidente della Repubblica. Verosimilmente l’unica forza politica a presentare un candidato (mai bruciati così tanti in due soli giorni; Marini, Prodi, Amato, Bonino, D’Alema, Cancellieri…) sarà il M5S con il Prof Stefano Rodotà. Come si affretterebbero a dire i “cittadini eletti”, il Prof Rodotà non è il candidato M5S, bensì il candidato di tutta Italia che risponde, da giorni e chiaramente, con infiniti moti d’affetto e gradimento nei confronti di quel nome (a parte l’ala del centro-destra, ovviamente). Nessun esponente dello sfasciato PD (chissà cosa diventerà tra qualche giorno), si è ancora degnato di spiegare ai propri elettori (e a tutti gli italiani) come mai il Prof Rodotà, che pur è un assoluto patrimonio della storia politica del centro-sinistra, non è gradito come prossimo inquilino del Quirinale. Non sarà che nel “mischione” PD stazionino troppi “moderati”, cattolici, finti anti-berlusconiani?! Alcuni (i più “illuminati” come il renziano Scalfarotto) si limitano a dire che voterebbero Rodotà ma “purtroppo” è presentato dal M5S e allora non va bene. Facendo un bilancio non si può che constatare il dato oggettivo che l’unico partito attivo, coeso e coerente dall’esito delle politiche 2013 è il M5S. Tutti hanno provato a dare lezioni ai neo deputati e senatori; sono stati tacciati di dilettantismo, messi sotto la lente d’ingrandimento mediatica, frullati, denigrati, snobbati e (troppo spesso) sottovalutati. Eppure non hanno sbagliato un colpo (loro). Hanno lavorato alacremente per spingere il PD a insediare come presidenti delle Camere due personalità (chi più, chi meno) di assoluto rilievo e cambiamento, non sono caduti nella trappola di un governo Bersani che mirava solamente ai loro voti di fiducia (gli otto punti erano una minestrina riscaldata), non hanno fatto passare i 20 miliardi di euro che avrebbero voluto immettere nel sistema creditizio (banche) anziché, come effettivamente fatto grazie ai M5S, dare la precedenza al pagamento dei debiti alla piccola-media impresa. Hanno rinunciato a metà dello stipendio, e ai quarantadue milioni di euro di rimborsi elettorali spettanti, come gesto simbolico nei confronti del Paese sofferente. Hanno raccolto oltre settecentomila euro di fondi privati per la campagna elettorale mentre ne hanno spesi appena quattrocentomila, donando i rimanenti (oltre trecentomila euro) per le popolazioni terremotate dell’Emilia. Hanno rivoluzionato la  grammatica della politica, inserito i social media come strumento (adesso utilizzato trasversalmente) per tastare efficacemente il polso della base; inserito il concetto di trasparenza tramite lo streaming, consultazioni dirette on-line e rivoluzionato l’aspetto stesso dei politici italiani. Niente più “saggi” incartapecoriti con trenta quotidiani sottobraccio (portati da un loro collaboratore) ma avanti a zainetti e Ipad aperti sul mondo. Ed eccola, quindi, la nostra terza Repubblica… è già arrivata mentre alcuni “professionisti” devono accorgersi in che mondo vivono. Grillo è ripartito con la campagna elettorale in Friuli (macinando consensi e riempiendo le piazze più di prima) e lavora ai fianchi l’opinione pubblica mentre i M5S lottano alla Camera senza sbagliare un colpo nello sfascio del PD e (finalmente) di quel centro-sinistra che pende troppo a destra per essere coeso, credibile ed efficiente. L’ultimo colpo di classe sta nelle parole degli esponenti M5S, e di Grillo stesso, facendo appello a quei rappresentanti del PD che sentono il vento ed il bisogno del cambiamento imminente. In sostanza: accettate Rodotà come prossimo Presidente, muovendo il primo passo verso la terza Repubblica con un atto di buona fede per la costruzione di un futuro governo PD – M5S (almeno con il meglio delle due parti politiche). Alla faccia di chi (tanti “bravi professionisti”) li accusa, e li ha accusati, di essere “irresponsabili”! Immaginatevi questo scenario con Rodotà Presidente, Berlusconi (e, più importante ancora, il berlusconismo) all’angolo e un governo pronto a macinare quelle leggi da sempre auspicate ma MAI fatte prima d’ora (conflitto d’interessi, riforma elettorale, costi della politica, ineleggibilità di Berlusconi, ecc ecc) . Un PD completamente nuovo, moderno, depurato dal vecchio e marcio gruppo dirigente (chissà se andranno a rifugiarsi dalle parti di Monti e Casini?!). Una sinistra che torni sulle tematiche proprie, una destra che, senza Berlusconi e i suoi scagnozzi, sarebbe costretta a rifondarsi, magari su qualche politico di spessore pronto ad un’opposizione capace e coerente… probabilmente rimarrà tutto, solo, un sogno (o forse no?).

http://www.danieledibiasi.com

Pubblicato il 20 aprile 2013, in analisi politica con tag , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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