La sinistra è morta

InBarchiamoci prima della fine

di Filippo Giannetti

“Chissà quanti settantenni staranno sghignazzando e pensando:  -Finalmente ce l’abbiamo fatta…- e anche lo stesso Andreotti.

La Dc ha sbaragliato il nemico rosso.

Democrazia_Cristiana_attualeDopo il buonista Prodi, dopo l’ottimista Veltroni, dopo il metaforista Bersani finalmente la sinistra è morta.

Eh sì sembrava impossibile, ma finalmente gli italiani se vogliono votare a sinistra devono obbligatoriamente farsi tutto il passo del Frejus.

Mentre qui da noi non ne è rimasto più niente.

A meno che non si voglia votare uno dei quei movimenti unicellulari dovuti alla lenta disgregazione della materia sinistrorsa.

Eh sì, il profeta Guzzanti aveva previsto anche questo nella irrivirente parodia di Bertinotti: “In una notte d’estate alle Bahamas, dove ero andato ad aiutare certi operai in difficoltà…….mi sono trovato improvvisamente attaccato da un nugolo di zanzare … e allora ho capito … oggi il grande animale non  fa più paura a nessuno … il leone della savana è dietro le sbarre … di cosa abbiamo paura oggi? dei virus, micro-organismi che non riusciamo neanche a vedere … allora noi dobbiamo cominciare a scinderci sempre di più e creare migliaia di microscopici partiti comunisti, indistinguibili l’uno dall’altro, che cambiano continuamente nome e forma…”. 

Ormai per trovare qualcosa di sinistra in Italia possiamo solo ascoltarci un vecchio vinile di Guccini, niente di più…

……..”

L’apertura per un nuovo pezzo come vedete è già pronta. Solo gli eventi interni al Pd possono giustificarne la sua esistenza.

E ora mi spiego meglio.

Oggi è chiaro che il timoniere di Bettola si sta liquefacendo davanti all’impossibilità di tirar su un governo ed è altresì vero che tutt’intorno si sta preparando la fossa. Tra i motori rombanti, quello che fa più chiasso di tutti è quello di Matteino e dei suoi amici Dc. Il renzismo sembra proprio alle porte e fa paura perchè di sinistra c’è ben poco. E il buon Bersani l’ha capito subito e ha stranamente ragione quando non vuole confondere il nuovo di cui si avrebbe bisogno oggi e il nuovismo che viene modellato a Firenze con la Giorgiogoriana saggezza. barca

Di sicuro c’è che Renzi ha una voglia matta di celebrare questo funerale. Lui, il cavallo di Troia della politica anni ottanta, porrebbe veramente fine al dibattito interno al Pd, giustificando così questo coccodrillo.

C’è da dire che il merito di questo melting-pot targato Pd va dato all’eterno premier Berlusconi che ha saputo saturare per quasi vent’anni quell’arco parlamentare spettante ai veri popolari che, diasporanti, hanno però trovato rifugio sotto il magnanimo tetto di quel centro-sinistra che mai agli esiliati politici potrebbe negare ricovero. Ma ormai i tempi mi sembrano maturi per un ritorno a casa, anche perché è evidente che gli ospiti si stanno allargando in modo preoccupante e malevolo. Capisco che l’idea di riabbracciare Casini non sia il massimo ma non è mica colpa sua se lì c’è rimasto solo lui?

E allora provateci, anche se sarà probabilmente l’ennesima chimera, a dare un partito come si deve ad un elettorato ormai in attesa da vent’anni.

In questi giorni all’orizzonte sembra apparire un luce. La speranza è che Barca possa essere la scialuppa di salvataggio (scusate il pessimo gioco di parole) e magari anche quel collante di una sinistra italiana alla ricerca di se stessa e frammentata da mille idiozie.  I presupposti ci sarebbero, vista anche la spinta data dal M5s, per poter sperare in una sinistra progressista che, senza Dio, possa concedere all’Italia i sacrosanti diritti civili che la modernità richiederebbe. E non sarebbe neanche un lavoro troppo duro visto che non si tratterebbe di essere i pionieri di chissà quali nuove frontiere ma di adeguare il nostro paese agli standard internazionali, ultimo in ordine di tempo l ‘Uruguay.

Se l’operazione Barca non dovesse andare in porto (perseverare è diabolico), poco male, io il mio pezzo l’ho già iniziato,  ma in tutta sincerità preferirei molto di più scriverne uno da zero.

Pubblicato il 13 aprile 2013, in analisi politica con tag , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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