Il presidente di 50mila grillini

di Daniele Di Biasi

quirinarieLe “Quirinarie” M5S sono finalmente concluse e rischiano di diventare le votazioni più importanti della storia politica recente. Secondo voi sto esagerando? Vediamo insieme le motivazioni. In una situazione di mega inciucio cosmico PD – PDL, in cui tutti stanno lavorando per la ricerca di un nome “condiviso”, i candidati derivanti dalle “Quirinarie” rischiano di rovinare la festa (e il lavoro, le carriere e le aspettative) di molti attori della scena politica. Severino, Violante, Marino, Amato sono i nomi dell’inciucio e sono, innegabilmente ed ovviamente, inaccettabili dai grandi elettori M5S che invece porteranno “in dono” alla votazione un candidato della seguente rosa: Romano Prodi, Beppe Grillo, Emma Bonino, Gustavo Zagrebelsky, Gian Carlo Caselli, Ferdinando Imposimato, Stefano Rodotà, Milena Gabanelli, Gino Strada e Dario Fo. Queste le dieci personalità che hanno ottenuto più voti e se eliminiamo gli “improbabili” (primo tra tutti lo stesso Beppe Grillo) si otterrà il grimaldello pronto a scassinare il forziere della casta. Sono stati quasi cinquantamila coloro che hanno potuto votare questi nomi, eppure le loro indicazioni saranno di fondamentale importanza per il prossimo futuro. Questi nomi irrompono da oggi nella discussione politica con la stessa forza di uno tsunami (per usare un’espressione cara a Grillo) pronto a spazzare via tutti i precedenti tentativi di inciucione cosmico. Nessuno della lista (a parte forse la sopravvalutatissima Bonino) è accostabile al gradimento del centro-destra e quindi la battaglia sarà (di nuovo) combattuta tra PD e M5S. Bersani si trova a gestire l’ennesima patata bollente (o l’ennesimo cerino acceso) in quanto sa benissimo che non potrebbero sottrarsi (in caso di quarta votazione… ma anche prima) dall’appoggiare nomi dello spessore di Prodi, Zagrebelsky o Rodotà con tanti saluti all’inciucione. Infatti la base PD non perdonerebbe l’elezione di un Presidente della Repubblica vicino al sig B (e che possa garantirne il famoso “salvacondotto”) ponendo tutto il partito di fronte all’ennesimo bivio: inciucio sì, inciucio no. Prendiamo il primo caso. Il prossimo Presidente della Repubblica verrà eletto in quarta votazione (quella a maggioranza semplice) e sarà un Violante, un Marino o un D’Alema qualunque. Bersani esce definitivamente di scena (poi vedremo perché) e il governo che si formerà di lì a poco sarà quello di larghe intese che in molti vogliono. Lo guiderà un Renzi che passa di lì per caso e (numeri permettendo) governerà per qualche anno con risultati tutti da scoprire! L’opzione “inciucio no” è quella più complicata. Step one: appoggiare un Presidente della Costituzione (Rodotà, Prodi o Zagrebelsky che sia) e prepararsi alle urne! Step two: ricompattare l’elettorato dimostrando di non aver mai mollato campo al PDL e riprendendosi (candidato premier permettendo) una buona fetta degli esuli M5S. Con buona pace di tutti si avrebbe un governo PD (step three) con i numeri a posto, un PDL forte ma non determinante ed un M5S (finalmente) puro oppositore. Non male direi… la luce è accesa in fondo al tunnel. Mi chiedete quanto sia lontana questa ipotesi? Non molto se si tiene conto delle dichiarazioni del Bersani versione “cambiamento” degli ultimi tempi. Stando a quanto detto in occasione della manifestazione romana contro la povertà (“non cedo a Berlusconi. Governissimo non è la risposta”), la linea del Segretario è chiara. L’appoggio a Barca e le critiche nette alle dichiarazioni di Renzi portano il PD a battere strade dal percorso molto interessante. Qualcuno ha detto che Bersani sta facendo le cose migliori della carriera proprio mentre questa sembra stia per finire (A. Scanzi), non posso che essere concorde e non può che sorgermi una domanda: non poteva svegliarsi un paio di mesi prima delle elezioni?! Avrebbe risparmiato a tutti (compreso lui stesso) un bel po’ di seccature. E’ per tutta questa intricata rete di situazioni che mi sono spinto a dire che il voto dei cinquantamila M5S dona nuova linfa alla speranza che il PD svolti bruscamente verso un lato sinistro messo in naftalina troppo a lungo. Il Presidente dei cinquantamila potrebbe essere il Presidente che tutti gli italiani aspettano per la ripresa politica, economica e sociale di questo nostro ricco ma sfortunato paese.

 www.danieledibiasi.com

Pubblicato il 13 aprile 2013 su analisi politica. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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