sPartiti Pubblici. Ora incomincian le dolenti note!

I conti della serva e i terzomondisti inconsapevoli

di Martina Tanzini

La consueta mia premessa. Ciò che segue sarà diviso in tre parti: LA STORIA, I DATI, I PRINCIPI.

L’argomento che ho scelto per oggi va molto di moda, non c’è politico che non lo usi come scudo populista.

IL FINANZIAMENTO PUBBLICO AI PARTITI

UNA BREVE CRONOLOGIA

1974 La legge Piccoli (Flaminio Piccoli DC) lo introduce in Italia come sostegno all’iniziativa politica. soldi

PRO: si corre ai ripari per fenomeni di corruzione manifestatisi nel decennio precedente, quando il Sen. Trabucchi (sempre DC) favorì il monopolio del mercato delle banane al grossista ASSOBANANE (una bella risata tutti insieme dai! Per il film Banana Joe dobbiamo aspettare il 1982). Stessa operazione per il mercato del tabacco negli anni successivi.

I fenomeni corruttivi tuttavia non si acquietano…anzi.

CONTRO: finanziando solo i partiti già presenti in parlamento penalizza le nuove formazioni politiche.

Nel 1978 i Radicali propongono il primo referendum abrogativo della norma che si rivela un fallimento.

Le motivazioni dell’azione referendaria erano sostanzialmente legate ad un principio liberale contro l’intervento statale nelle casse dei partiti, sostenendo la necessità dell’auto finanziamento e la limitazione del contributo pubblico ad agevolazioni pratiche (sgravi dei costi: servizi, sedi, tipografie, carta, valori bollati etc.)

Di tutta risposta nel 1980 i finanziamenti pubblici vengono raddoppiati. Ancora una volta in conseguenza ad uno scandalo (Caltagirone) per fondi neri ai partiti da parte dell’imprenditoria.

Quindi si applica il teorema, a mio avviso piuttosto infantile, CORRUTTIBILITA’ INVERSAMENTE PROPORZIONALE ALLA REMUNERAZIONE. In altre parole, se ho sufficienti fondi per finanziarmi o nel caso dei privati per esempio un lauto stipendio mi sentirò meno tentato quando mi si propone una mazzetta.

COME NO! E infatti ecco spuntare il coronamento degli sforzi anticorruzione dei democristiani: Signore e Signori vi presento TANGENTOPOLI! (il vaso di Pandora si scoperchia nel 1992)

E VAI! Per una volta, Deo(dis)Gratias, lo scandalo favorirà finalmente l’iniziativa Radicale che nel 1993 tenterà il bis, stavolta portando a casa la bulgara percentuale del 90,3% (Quorum raggiunto col 77% dei votanti)

I Finanziamenti pubblici ai partiti escono dalla porta e…

…rientrano nelle nostre cassette della posta sottoforma di volantini pubblicitari.

Eh si! Perché nel dicembre del 1993 (8 mesi dopo il referendum, quando si dice “la solerzia”) il Parlamento aggiorna una norma già esistente sui contributi statali per le spese elettorali, subito applicata per le elezioni politiche del marzo ’94. Ve lo ricordate l’opuscolo “Una storia Italiana”? Aveva ancora i capelli, quelli veri.

Si stanzia per quell’occasione l’equivalente in vecchie Lire di 47 milioni di Euro.

Con varie modifiche e aggiustatine il ripristino del finanziamento pubblico è pressoché totale, se non indecentemente spropositato. Infatti dal 1997 al 2008 si passa da un ammontare da distribuire (in base ai voti ottenuti – ignorando completamente l’entità spese effettivamente sostenute) equivalente a €56.810.000,00 euro/anno a quello di 468.853.675,00 euro/anno. La vera chicca è che il rimborso annuale spetta per tutti e 5 gli anni di legislatura, anche se la legislatura ne dura uno solo e si ritorna al voto.

(nel 2008 infatti con la crisi di governo i partiti iniziano a percepire i rimborsi per due legislature contemporaneamente! ALTRO CHE INFLAZIONE AL 2% ANNUO)

Solo l’Austerity Montiana ha arginato questa folle deriva dimezzando i rimborsi per l’anno 2012 e riducendo l’ammontare per gli anni successivi. Per l’ennesima volta si arranca per tamponare un’emergenza. La “Casta”, nella morsa dell’antipolitica, viene totalmente sfiduciata dal popolo che non può più ignorare (finalmente) l’enorme contraddizione di una remunerazione ingiustificata, soprattutto nel bel mezzo di una crisi economica che spezza la schiena dei cittadini e dei lavoratori.

UNO SGUARDO ALTROVE

Bene! Dopo questa ventata di ottimismo che tanto giova al nostro spirito, guardiamoci intorno.

Non è affatto vera la favoletta che la maggior parte degli stati esteri non prevede finanziamento pubblico ai partiti e rimborsi elettorali, anzi. E’ vero esattamente il contrario, sono eccezioni gli stati che hanno abolito tale prassi (60 per l’esattezza) e tra questi non vi sono affatto fulgidi esempi di democrazia.

E’ singolare che le “menti eccelse” della Lega Nord e il “Liberatore Grillo” ci invitino a rivolgere lo sguardo a stati come: Afghanistan, Iran, Iraq, Libia, Pakistan, Cambogia per trarne chissà quale ispirazione sulla gestione del denaro pubblico in ambito politico.

Per completezza vi fornisco la fonte dei dati citati: si tratta di una ricerca dell’ IDEA (Institute for Democracy and Electoral Assistance)

 finanziamento-partiti-nel-mondo

LEGENDA:
VERDE: Rimborsi Elettorali
ARANCIONE: Finanziamenti annuali
ROSA: Entrambi (Rimb.+Finanz)
ROSSO: Nessun finanziamento

I nostri cugini francesi per esempio prevedono un contributo annuale da dividere in base ai voti ottenuti alle elezioni (70mln € circa) più un rimborso calcolato in proporzione agli eletti nelle due camere (circa 40mln €). Un meccanismo simile è previsto in Spagna (per un ammontare di circa 130 mln €/anno)

Potrei citarvi la Germania, Il Regno Unito, perfino gli Stati Uniti; sarebbe tuttavia superfluo.

Basti dire che “un contributo è possibile”, basta CONCEPIRLO e soprattutto PENSARLO in ottica sostenibile per le casse dello Stato, senza fare le cose DI PANCIA come amiamo tanto fare in questo paese.

L’ETERNA CACCIA ALLE STREGHE

Le mie conclusioni sono piuttosto semplici. Come chiunque può notare, troppo spesso la politica italiana agisce alla stregua di un giornale scandalistico. Si fanno le leggi sul fatto del giorno, sull’emergenza contingente, per creare o conservare consensi. E mentre la legiferazione dovrebbe essere ANZITUTTO SUBORDINATA AD UN PRINCIPIO, all’affermazione di un DIRITTO, all’istituzione di un DOVERE, alla codificazione e l’universalizzazione di ciò che è GIUSTO, noi cuciamo e scuciamo le toppe sui nostri stessi pasticci.

Poter fare politica è un DIRITTO.

L’Art.3 della nostra Costituzione recita:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

ES. Se io Martina Tanzini volessi concorrere alle prossime elezioni politiche, come potrei, nonostante l’onestà, la passione, l’abnegazione e le valide proposte, competere con la potenza economica e mediatica di Silvio Berlusconi?

L’unica soluzione, in assenza di una prospettiva di rimborso elettorale o finanziamento annuo, sarebbe trovare un “finanziatore”, prospettiva piuttosto inquietante che ci introduce immediatamente in un’atmosfera poco limpida dal sapore debitorio e ricattatorio.

La libertà dell’iniziativa politica va tutelata! e non sono io a sancirlo bensì quel capolavoro politico sociale che la nostra Carta Costituzionale rappresenta.

E’ ora che questo paese cresca. E’ ora che l’elettorato si assuma la responsabilità del grave compito che gli spetta. Essere preparato a scegliere da chi farsi rappresentare. Non sempre agire d’impulso paga!

E nonostante il sacrosanto BIASIMO per una classe politica inetta e strapagata, e quella legittima sensazione di SCHIFO e SPAZIENTIMENTO, dobbiamo essere in grado di far funzionare il CERVELLO.

I MAL DI PANCIA sono dolorosi, si sa. E il BUSCOPAN è una manna dal cielo a volte. Tuttavia evitare di ingozzarsi e bere come maiali magari risolverebbe il problema alla fonte.

Pubblicato il 12 aprile 2013 su analisi politica. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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