Tutti gli uomini del presidente

Grillo all’unanimità peggior attore non protagonista

di Filippo Giannetti

tutti_gli_uomini_del_presidente_dustin_hoffman_alan_j_pakula_005_jpg_gskxScopriremo nei prossimi giorni vizi e virtù degli uomini scelti dal consunto Napolitano, che incredibilmente ha deciso di prolungare fino all’ultimo minuto la sua permanenza al Quirinale, ma al momento l’unica cosa certa è che la politica non paga gli audaci.

L’audacia, anch’essa al limite tra la virtù e il vizio, ci spiega come nei palazzi che contano ci vuole sempre un tocco di andreottismo, di quel  non so che di cerchiobottismo che aiuta a spostare gli equilibri verso ciò in cui uno si sente più appagato o più pagato.  E  purtroppo e fortunatamente  la democrazia mai prevede il bianco o il nero, ma una scalatura di grigio che spesso abbiamo l’obbligo e il dovere di accettare. Sono belle le rivoluzioni, riempiono il cuore di sentimenti veri e ti fanno sentire unito e parte di qualcosa. Ma la storia ci insegna che quello che fugge dalla porta, poco dopo riappare dalla finestra e continua il suo percorso con solo una leggera consapevolezza di quello che è successo.

Per gli italiani è successo esattamente questo. In molti hanno creduto nella forza demolitrice del M5S, che ha preso le menti e i cuori degli italiani, ma proprio sul più bello li ha abbandonati. Storico è stato sicuramente il no di Crimi e della Lombardi al quasi incolpevole Bersani, ma con il senno di poi i movimentisti capiranno che aver chiuso la porta in faccia a un Pd riformista è stato un drammatico errore che non ha permesso ad entrambi gli schieramenti di spiccare il volo e valorizzare ciò che di buono c’è all’interno di loro. E così la viziosa audacia dei grillini ci consegna alle mani dei più rodati e affidabili politicanti d’affari che ci potevamo permettere.

Questi i gli interpreti scelti da Napolitano:

Onida, Mauro, Quagliarello, Violante, Giovannini, Pitruzzella, Rossi, Giorgetti, Bubbico, Moavero Milanesi.

Non tutti saranno da criticare, ma non penso che alle elezioni il voto degli italiani abbia indicato che questa dovesse essere il cammino da intraprendere.  Molti degli elettori del Pd e del Pdl oggi daranno la colpa al pranzo pasquale ma buona parte dei loro mal di pancia è dovuto certamente al sentir nuovamente riecheggiare i nomi di Violante e Quagliariello.

Per quanto riguarda il nostro anatemista buffo cosa dire di più. Ha provato a scardinare le porte delle stanze che contano, ma le ha trovate stranamente aperte. E poi? E poi è scappato. Speriamo però che abbia capito almeno una cosa:  con la sola audacia si può essere solo protagonisti di un leoniano film western, ma per entrare indelebilmente nella locandina di cult movie ci vuole anche un pizzico di malizia e tanta serietà.

Pubblicato il 31 marzo 2013, in analisi politica con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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