India-Italia solo andata

Dalla continua ricerca di credibilità internazionale, all’incredulità mondiale di fronte alla storia dei marò

(da spuntopolitico.blogspot.it 20 Marzo)
Sembra incredibile, ma capita sempre a noi.

Senza entrare nel merito della questione delle eventuali responsabilità dei due marò, che, come è logico che sia, una qualsivoglia corte prima o poi     obbligatoriamente

dovrà giudicare, guardiamo semplicemente il cronologico svolgimento dei fatti sul piano strettamente fattuale e diplomatico.

Due militari italiani uccidono due semplici pescatori indiani a poche miglia dalla costa.

La diplomazia italiana interviene cercando di portare via i responsabili, l’India, invece, vuole giudicare i due militari seguendo il proprio iter processuale. I militari vengono quindi arrestati dalle autorità indiane e posti in attesa di giudizio. L’Italia, in solitaria, chiede di poter giudicare in altre sedi i responsabili della sparatoria, l’India risponde negativamente. Nessun’altro interviene. Elezioni politic

he 2013. L’Italia chiede, con promessa di riportarli in terra indiana quanto prima, di poter permettere ai due marò di votare proprio in Italia. India accetta. I due marò arrivati in patria votano e  non verranno più riportati in India. Ora l’India blocca l’ambasciatore italiano vietandogli la possibilità di rientro come atto di ritorsione per l’inganno subito.

Ogni commento sembra veramente superfluo. Ma può un paese come l’Italia ingannare in modo subdolo l’India, la quale dimostra una sensibilità alta nei confronti del più alto momento democratico di ogni stato, le elezioni. E’ agghiacciante che chicchessia abbia congeniato un piano del genere. Anche perchè, è bene che si sappia, il tutto era già stato studiato a tavolino: andiamo là con la scusa delle elezioni, gli diciamo che devono votare in Italia, loro ci cascano e una volta in Italia…bye bye India. Ma avete un’idea di quanti italiani votino all’estero? Loro non potevano farlo? Tutto tristemente premeditato.

I punti che feriscono e indignano maggiormente in questa triste storia sono tre in definitiva:

cosa ci facciamo in acque internazionali a fare la guerra ai pescatori?

perchè nessuno (organizzazioni mondiali, Ue, altri stati etc etc..) ci ha ascoltato quando richiedevamo una corte condivisa per giudicare i due marò?

chi ha deciso le modalità di risoluzione di una controversia internazionale in questo modo? con quale autorità o mandato? con quale iter decisionale?

Quest’ultimo punto è quello che dovrebbe indignarci tutti quanti. Come è possibile che qualcuno che agisce per nome e conto dell’Italia possa mettere in atto un’azione tanto abietta? Qualcuno dovrà rispondere al popolo italiano sul perchè dobbiamo macchiarci di un infangante ignominia internazionale anche se non abbiamo contribuito nè alla decisione di destinare i nostri militari in quella zona dell’oceano nè tantomeno a questo scellerato modo di risolvere le questioni giudiziarie dei nostri marò.

VOTI:

India:           6    (ingenua)

Italia:           gravemente indecente

I 2 marò:     non giudicabili

Filippo Giannetti

Pubblicato il 28 marzo 2013 su politica internazionale. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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